Tatiana Maslany parla del “post-Orphan Black”

In una recentissima intervista pubblicata su Interview Magazine, Uzo Abuda, già vincitrice di un Emmy per Orange is the New Black, ha avuto modo di parlare con Tatiana Maslany, la protagonista femminile di Orphan Black che l’anno scorso si è aggiudicata un Emmy per la sua performance assolutamente fenomenale nello show.

 

In Orphan Black Tatiana interpreta tutti i cloni adulti del progetto “Leda” che nel corso delle stagioni sono diventati numerosi. La bravura della Maslany sta proprio nel riuscire a interpretare diversi personaggi dando loro un carattere diverso e caratteristiche singolari che consentono agli spettatori di rendersi conto di quale personaggio hanno di fronte. Solo a me capita di dimenticare a volte che Sarah, Cosima, Rachel, Allison, Helena & Co. Siano interpretate tutte dalla stessa persona?

 

Abuda: Prima di parlare di Orphan Black volevo dirti che ho appena visto il trailer di Stronger (nuovo lavoro di Tatiana, un film sulla bomba esplosa a Boston durante la maratona del 2013, ndr) e sembra bellissimo.

Tatiana: è stato intenso. […] Abbiamo girato il film durante la scorsa primavera, nei giorni della maratona. Non ero mai stata a Boston prima durante quel periodo, è stata un’esperienza magnifica. Raccontare la storia a così poca distanza da quando è davvero accaduta… La gente ha supportato la realizzazione del film. […] Mentre giravamo le scene della maratona c’era questa comparsa, un attore, i cui amici sono stati coinvolti dalla tragedia e anche lui lo è stato, semplicemente essendo in città. Abbiamo girato quella sequenza per oltre cinque ore e lui ed io eravamo gli unici che continuavano a correre per tutto il tempo. Lui continuava a correre per stare accanto a me ed è stato uno dei gesti più belli.

A: Io ero ad Amsterdam quando successe il tutto[…] ero in visita da un’amica e guardavamo il telegiornale mentre chiamavamo amici e familiari. Cercavo di spiegare che tutti  fanno festa per la maratona a Boston è il Patriot’s day ma tutti lo chiamano “Lunedì della Maratona” e se sei cresciuto lì sai cosa simboleggia questo giorno.
Com’è lavorare su qualcosa di storico? Tutto questo  accaduto davvero, queste persone esistono […]. Com’è interpretare una persona vera al contrario di, per esempio, Orphan Black nel quale vesti i panni di tutti i cloni?

 

T: Interpretare una persona reale, averci a che fare, incontrarla e stare nella sua cerchia incute un po’ di timore. È strano. Raccontare la storia in maniera onesta e veritiera è una grossa responsabilità. Nello stesso momento cominci a fare amicizia con quella persona, almeno io l’ho fatto. Ho sentito una vera affinità con lei e la sua generosità. Erin Hurley, la persona che interpreto nel film, il cui fidanzato, Jeff Bauman, ha perso una gamba durante l’attacco, stava correndo e si trovava ad un miglio dall’arrivo quando tutto è accaduto. Credo di avere ancora difficoltà a capire che stessi interpretando lei, l’ho presa molto sul serio ma quando mi sono approcciata a lei non è stato credendo di dover fare una caricatura o un’imitazione ma mi sono concentrata più sul conflitto interno che stava vivendo. Mi sono concentrata molto più su quello che lei stava passando più che sui suoi modi di fare […].

A: Mi piace quello che hai detto a proposito del legarsi alle emozioni che lei stava provando piuttosto che fare una imitazione. È una cosa tipica del tuo stile di recitazione e di come entri nel personaggio? In Orphan Black è così che trovi il modo per interpretare tutte quelle donne? Quando i cloni si calano nei panni di altri cloni, stanno facendo delle imitazioni?

T: Quei momenti sono la gioia più grande. Posso giocare con quello che come persone facciamo vedendo qualcuno in un determinato modo, tutte le opinioni, buone o cattive, che abbiamo sulle persone e come queste ci fanno comportare. Se Sarah interpreta Allison (influiscono) le opinioni di Sarah su Allison, le opinioni che si fa di lei. Mi piace giocare con questi artifici e lasciare che gli errori si intravedano. Quando faccio quelle scene, durante le prove, se devo fare una scena in cui Sarah fa Allison, lo faccio con la voce e le movenze di Sarah. Quando la videocamera comincia a registrare lascio che Sarah interpreti Allison. È come lasciare parlare il personaggio.

A: Guardo lo show ed è geniale, già solo per la recitazione. L’ordine e l’abilità di riuscire a organizzarsi, di riuscire a identificare ogni personagggio in modo che Sarah non diventi Allison e Cosima non diventi Sarah. L’attore deve avere la mente piuttosto in ordine per riuscire a fare tutto questo, il che credo ti renda eccezionale. Come hai cominciato a recitare? So che eri una ballerina quando eri più giovane.

T: Ho sempre amato esibirmi in qualsiasi modo. Dai 4 anni prendevo lezioni di ballo e lo adoravo. Non so esattamente cosa mi abbia spinto a farlo. Obbligavo mio fratello guardare me e mio fratello Daniel mettere in scena Jesus Christ Superstar per ore nel soggiorno. […]

A: Non abbiamo abbastanza opportunità di vedere quello che hai fatto tu, al femminile. È fottutamente grandioso. Come ti sentivi in questo proposito quando ti ritrovavi a dover entrare nei personaggi?

T: ero piuttosto entusiasta di leggere personaggi femminili di questo genere. Ero entusiasta anche solo all’idea di doverne interpretare uno, lo ero anche  quando ero nella audition room e ho avuto l’opportunità di interpretare altri personaggi per un’ora. Sognavo di ottenere la parte ovviamente, ma aver fatto il provino era già stata una grande emozione. Riuscire a dilungarti e lavorare così in un provino, dove di solito fai una scena e vai via… In questa occasione dovevo fare quattro parti differenti, cambiarmi davanti a tutti, non potevo uscire dalla stanza e dire “Datemi un attimo”, sono entrata con una borsa piena di stracci e ho detto “mi metto questi occhiali e recito”.

Il riscontro che la gente ha dato in merito all’identità o la retorica femminista è stato entusiasmante ma anche una sorpresa per me. Stranamente, sono riuscita a pensare agli stereotipi di genere solo quando John Fawcett, lo showrunner, mi ha detto “Allison è la più femminile di tutte” ed io mi sono chiesta “ Okay, che significa?” avevo questo blocco mentale, continuavo a domandarmi “che significa che lei è la più femminile?” mi sono messa a guardare video per capirlo. Per me i personaggi sfidano le identità di genere in un modo: Helena è l’ucraina serial killer che è stata addomesticata. Il “gender” non era nemmeno un concetto reale per lei, lei andava oltre tutto questo. La mia attrice preferita è Gena Rowlands e lei interpreta donne che, secondo me, sfidano gli stereotipi di genere. Sono donne, femminili, mascoline, sono tutto. […]

Helena sta dando il meglio di se come può e sta continuamente imparando. Anche il suo cuore si sta aprendo così come sta migliorando la sua capacità nel combattere, le due cose si stanno sviluppando allo stesso momento. Si alterna tra il voler essere molto socievole, una persona “normale” ma il suo istinto è più basilare ed animalesco e ha il potenziale per fare entrambe le cose. […] È divertente vestire i panni di un personaggio che porta dentro di se due elementi in contrasto, due istinti opposti.

A: Lasciati fare un’ultima domanda: lo rifaresti, adesso che lo hai già fatto? [Orphan Black]

T: Non rifarei niente di simile per la televisione. Non so se hai mai fatto un one-woman show ma guardarlo da spettatrice è una delle mie cose preferite. Ammiro così tanto le persone che riescono a fare cose del genere e mi piacerebbe porvarci un giorno. Credo che sarebbe il più simile che potrei arrivare a fare.

 

Qualcuno adora Tatiana come la adoro io? Vi sta piacendo la nuova stagione di Orphan Black?

Seguiteci sulle nostre pagine social Twitter e Facebook per  tenervi aggiornati su serie tv e cinema.

Fonte: IM

The following two tabs change content below.

Flavia B.

Studentessa con una grande passione per le serie tv, la musica, la letteratura e i viaggi. La mia più grande abilità è procrastinare. La mia migliore amica è l'ansia. I typos il mio nemico giurato.