Sense8: non una semplice serie TV, ma una lezione di vita.

Ho appena finito di guardare il Christmas Special di Sense8.

Ho iniziato questa serie per curiosità, e – a dirla tutta – perché ero curiosa di vedere “Martha Jones” in panni completamente diversi. 

Ma dalla prima puntata, è stato amore a prima vista. Ammetto di aver fatto un po’ fatica all’inizio a seguire il filo della storia, e tutt’ora spesso mi perdo, ma la cosa che mi è piaciuta tantissimo fin da subito è stato l’amore: l’amore che sprigiona ogni dialogo, ogni personaggio, ogni luogo, ogni gesto. Amore incondizionato, che non guarda al colore della pelle, al sesso, alla religione, alla nazionalità. Amore disinteressato, vero, puro. 

Trovo che ultimamente le serie TV, anche se di generi diversi, si possano definire tutte molto simili tra loro: stessi sviluppi, stesse storie, stessi intrighi. (Con questo però non voglio dire che non ci siano serie TV meritevoli li fuori, lungi da me! Ce ne sono a bizzeffe!)

Ma Sense8 la trovo… Diversa.
Sotto qualsiasi punto di vista, se dovessi descriverla a qualcuno con una parola direi: diversa.

Vengono analizzate tante realtà diverse che ogni giorno convivono sul nostro pianeta, sono messe a paragone, sullo stesso livello, e infine si fondono l’una con l’altra per dare vita a qualcosa di meraviglioso: l’unione.

Capheus, Kala, Lito, Nomi, Riley, Sun, Will, Wolfgang. Otto persone che stanno in otto punti diversi del mondo, vivono in otto culture diverse, con otto lingue diverse, gusti sessuali differenti, eppure, hanno una cosa che li accomuna tutti: l’amore.

Sono tutti mossi da motivazioni diverse: chi dalla carriera, chi dalla famiglia, qualcuno dallo sport, altri dalle esperienze passate, e via dicendo. Ma sono sempre lì, quando uno di loro ha bisogno ci sono sempre, a discapito degli impegni, del fuso orario, degli impedimenti linguistici, o di quelli fisici. Sono sempre pronti a dare il meglio di loro stessi, per l’altro che ha bisogno. 

So benissimo che è “solo” una serie TV, ma quello che mi trasmette – e che magari sto immaginando solo io perché tendo a viaggiare molto con la fantasia – è una sensazione di serenità. Di una pace possibile, reale. Pace fisica, mentale, tra i vari popoli, le culture. Dove l’amore regna sovrano, dove nessuno ti giudicherà per chi sei, da dove vieni, chi ami, che lingua parli o qual è il tuo Dio.

È pura utopia, ne sono consapevole.

Ma.. Chi lo sa, mai dire mai.

Nel frattempo, godiamoci quest’ennesimo capolavoro di Netflix! E aspettiamo insieme la seconda stagione! Fatemi sapere cosa ne pensate, lasciando un commento qui sotto o sui nostri social Facebook e Twitter!

Ciao Sensies!

Thanks for reading!

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FlaviaCLBRS

Laureata in Lingue e Letterature Straniere e studentessa di Linguistica e Traduzione, ma per lo più amante di serie TV, libri e cinema. Con una sfrenata passione per il mondo e la cultura nordica!