Recensione Gomorra Episodi 3 e 4 | SPOILER

Salve a tutti, vi siete ripresi dagli episodi 3 e 4 di Gomorra? Beh io no.

Salvatore Conte è morto. Ucciso da uno dei suoi fedelissimi che hanno preferito passare nel “TeamImmortale”.

Ebbene, nella terza puntata ci sono diversi sviluppi. L’alleanza non è poi così democratica e soprattutto conveniente. Conte vuole liberarsi del “serpente” Ciro, ha avvertito il pericolo e vuole evitare un Savastano Bis.

Ma durante l’episodio il nuovo Boss, fino a quel momento distaccato da ogni tipo di vizio e sentimento se non per la Madonna e per la Madre, cade nella trappola dell’amore. L’amore è una condanna in Gomorra. Soprattutto nella seconda stagione. Ti uccide dentro e fuori. Ma è anche un ancora di salvezza, una speranza. Un ultimo appiglio a cui aggrapparsi. Salvatore Conte è sempre stato rappresentato come un personaggio freddo e distaccato. I vizi non gli appartengono perché “l’uomo che può fare a meno di tutto non ha paura di niente”. L’aria di casa oppure il non dover più temere i Savastano hanno fatto abbassare la guardia a Conte, il quale si innamora di una ragazza. Il Turning point ci sarà quando la sua donna verrà offesa dai suoi fedelissimi, inconsci della relazione fra i due, e la reazione del Boss non sarà allegra.

Da qui partono due diverse traiettorie.

  • Ciro, sveglio come un serpente, intravede la possibilità di attaccare e comincia a tessere la tela di una trappola.
  • Conte diventa sempre più umano ed è quasi incredibile il momento in cui la sorella della sua ragazza gli nega di chiederle scusa. Quasi si intravede una lacrima. Una debolezza inaspettata.

La scena dell’uccisione di Conte è costruita benissimo, fino all’ultimo ero convinto che nella trappola c’era finito Ciruzzo. Bravi gli sceneggiatori.

La morte di Conte è pazzesca. Sono rimasto a bocca aperta. Siamo alla 3° puntata ed è già morto uno dei personaggi principali e tra i più amati dai Fans di Gomorra.

 

Così come Martedì scorso, nel secondo episodio della serata (2;4) vengono fuori i Savastano. Don Pietro c’è, eccome se c’è. Osserva, attacca per dividere – dividi et impera – e attende il momento migliore per tornare alla ribalta.

La vittima dei suoi attacchi è la “Iena” Chanel. Questo nuovo personaggio è molto sanguigno e talvolta impulsivo, ma Ciruzzo, che nelle prime puntate aveva perso la sua freddezza, è tornato calcolatore. L’immortale salva colui che ha rubato i soldi a Chanel dalla sua ira e scopre chi c’è dietro tutto questo: I Savastano appunto.

La puntata è incentrata anche su un altro personaggio, Patrizia, la nipote di Malammore. È grazie al suo aiuto che il piano di Don Pietro si realizza.

Don Pietro torna a Secondigliano, in un nascondiglio sorvegliatissimo, e Patrizia sarà la sua nuova “badante/corriere/ambasciatrice”. Lei gli darà le informazioni, cosa accede in strada, cosa dice la gente. Sarà occhi e orecchie di Don Pietro. Chissà come si svilupperà il rapporto fra i due. Sarà un rapporto paterno?

Intanto quelli dell’alleanza hanno convocato a Genny per una riunione di…. pace?

Ah dimenticavo, splendida come sempre la Soundtrack.

Per leggere la recensione degli altri episodi:
Recensione puntata 1 e 2, clicca qui.
Recensione puntata 5, clicca qui.
Recensione puntata 6, clicca qui.
Recensione puntata 7, clicca qui.
Recensione puntata 8, clicca qui.

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