Law and Order: Special victims unit “Terrorized” 18×01

Buon weekend a tutti!! Oggi vi propongo la recensione del primo episodio di Law and Order: SVU “Terrorized” che ha ormai compiuto 18 anni ed è quindi maggiorenne anche in Italia. Nel caso in cui non abbiate ancora visto l’episodio, vi consiglio di non leggere oltre per evitarvi gli SPOILERS.

Nel finale della diciassettesima stagione avevamo lasciato Olivia Benson (Mariska Hargitay) in partenza per Parigi con il piccolo Noah e il compagno Ed Tucker (Robert Burke), dopo la tragedia della morte di Mike Dodds (Andy Karl). La ritroviamo ora mentre gioca e passeggia felice con il figlio al parco; con un rapido cambiamento di scena vediamo una donna misteriosa venire investita da una bicicletta e subito dopo il ritrovamento di un bambino tutto solo che sta facendo castelli di sabbia. Segue poi la scena più assurda dell’episodio: Il bambino, che non parla inglese, dice qualcosa in una lingua incomprensibile poi dal suo zaino estrae una Glock e “minaccia”  Liv con una Glock carica. Da qui prende l’avvio l’indagine per capire chi siano i genitori e soprattutto chi abbia avuto il coraggio di dare una pistola ad un pargolo di soli 4 anni. Viene identificata la donna misteriosa che risponde al nome di Rahima Babic che nel frattempo è deceduta, il nostro team allora ipotizza una connessione con il piccolo trovato al parco e si reca nell’appartamento di Rahima, qui non solo trovano un borsone e scoprono che il piccolo si chiama Ali ma scoprono anche il nome della madre, Anna Babic una giovane bosniaca immigrata regolare. Dalla testimonianza di un vicino di casa poi veniamo a sapere che lavora in un ristorante e che però nell’ultimo periodo ha saltato un paio di turni e che spesso riporta evidenti segni di percosse. Viene inoltre rintracciato il numero di serie della pistola che ci conduce ad un certo Luka Terzik  che vive nel Queens. Una volta nell’appartamento grazie ad una spallata da tipico macho di Fin (Ice-T), la squadra scopre quello che sembra un vero e proprio arsenale di terroristi islamici, quindi ipotizza che Luka sia un attentatore. Scatta immediatamente l’allerta terrorismo, perciò vengono informate tutte le altre forze dell’ordine e diffuse le foto dei potenziali criminali.

Ulteriori indagini svelano che a pagare l’affitto di questo appartamento è un certo Armin fratellastro di Luka, la polizia allora si reca sul posto di lavoro di quest’ultimo e tramite la lista delle chiamate perse riesce a tracciare la posizione di Luka. Grazie ad una segnalazione delle telecamere si scopre che Luka insieme ad una ragazza si sta dirigendo ad un concerto del parco. Sul posto un poliziotto in borghese riconosce i due e cerca di fermali, ma rimane ucciso e così anche altri quattro civili, la polizia raggiunge il parco e durante lo scontro a fuoco riesce ad uccidere Luka e ad arrestare Anna che stranamente non oppone resistenza ma chiede anzi di “essere aiutata”.

Inizia il processo alla giovane per crimini terroristici. Tutti gli ufficiali di polizia sono per il verdetto di colpevolezza, persino il procuratore Barba (Raúl Esparza) è irremovibile ma Olivia dopo aver ascoltato la controparte capisce che in realtà Anna è stata abusata sessualmente da Armin e Luka e che i due bastardi non solo tenevano video degli abusi, pronti a mostrarlo alla famiglia di lei in caso di denuncia, ma anche che minacciavano di far scomparire il figlio. Nonostante il dipartimento la osteggi, Olivia continua ad indagare e scopre che Armin ed Ali hanno lo stesso Dna,  finalmente sotto torchio lo stupratore, con il classico copione da criminale sessuale, incolpa la vittima e afferma che è quello che tutte le donne si meritano, nonostante la tensione e il nervosismo sia alle stelle alla fine le detective ottengono la confessione. Il tenente vuole procedere ad aprire un caso di stupro ma non può perché Armin minaccia di chiedere la custodia di Ali, la soluzione più ovvia è allora un patteggiamento che preveda  il carcere per Anna ma anche che l’accusa di stupro venga portata avanti, in modo da non lasciare la custodia del bambino ad Armin. Barba cerca di fare del suo meglio ma l’unica opportunità di incastrare lo stupratore è quella di ottenere l’accesso ai dati privati del telefono (che contiene i video dei due fratellastri che stuprano Anna) e la ottiene, nonostante le proteste e il ricorso in appello della compagnia telefonica. La squadra si reca finalmente a casa di Armin per arrestarlo ma trova l’FBI che lo sta letteralmente trascinando via in manette con l’accusa di terrorismo (si scopre infatti che Armin ha contatti con una cellula terroristica in Afghanistan). L’episodio si conclude con l’addio della madre al piccolo Ali che verrà affidato alla zia Shanik.

Segnalo infine di questa serie Tv  la capacità, oltre certamente a quella di intrattenere, di rimanere sempre connessa a problematiche attuali che affliggono l’America, dal pericolo di attentati terroristici al diritto/divieto di sbloccare un telefono in nome della sicurezza nazionale.

Infine vi lascio al trailer del secondo episodio:

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