Law and order: Special Victims Unit “Making of a rapist”

Buongiorno! Finalmente riesco a darvi il benvenuto alla recensione del secondo episodio , quindi non perdo altro tempo e passo subito ai fatti.

Al dipartimento di polizia di NY si sta tenendo una conferenza stampa e dopo che la nostra guest star d’occasione Joe Biden ha terminato di tessere l’elogio delle buone azioni dalla squadra speciale,  il tenente Benson prende la parola per dare una grandissima notizia: Sean Roberts viene scarcerato dopo sedici anni per non essere la persona che ha stuprato Melanie Harper; la vittima infatti ha commesso un errore. Durante l’atmosfera di gioia del momento  la figlia di Melanie Harper, Ashley, felice per Sean annuncia che sta per sposarsi e che inviterà anche l’ex prigioniero.

Qualche ora dopo al 911 arriva una telefonata da casa Harper, Melanie sentendo odore di bruciato si è svegliata ed ha trovato Ashley brutalmente ustionata e grondante di sangue. Sul posto arrivano Fin e Rollins, Melanie confessa a Fin di essere sicura di aver sentito la voce di un uomo e che probabilmente era proprio quella di Sean. Ashley e Sean erano infatti andati a festeggiare il rilascio di lui.
Nel frattempo in ospedale mentre tutti aspettano di sapere se la ragazza è in buone condizioni, la madre sconvolta dice a Benson di aver notato che Ashley non aveva più l’anello di fidanzamento al dito. Purtroppo Ashley non sopravvivere e a questo punto si apre un vero e proprio caso di omicidio.
Inutile dire che il primo sospettato è proprio Sean, per cui Fin e Rollins vanno da lui cercando di capire cosa possa essere successo e notano subito il suo atteggiamento nervoso e stizzito ma soprattutto li insospettisce il fatto che non vuole far entrare i detective e che ha una benda alla mano; inoltre l’uomo afferma che alle 11 e 30 si trovava con l’amico in uno strip club e che quindi lui non può aver commesso il fatto. Gli agenti vanno al ristorante dove lavora l’amico di Sean e lo interrogano, il ragazzo dapprima conferma la versione di Sean ma poi confessa che in realtà Sean allo strip club è arrivato solo alle 2 del mattino. Dato che al dipartimento non si batte la fiacca, viene subito sentito anche il fidanzato della vittima che ammette che la coppia si stava lasciando e che lui avrebbe rivoluto l’anello indietro proprio a causa della troppa importanza che Ashley dava a Sean. Il fidanzato dal canto suo sostiene anche di aver passato tutta la serata al bar e disperato dice di non aver ucciso la ragazza. I detective quindi deducono che l’ora in cui è stato commesso il delitto deve essere un arco di tempo che va dalla mezzanotte, quando la madre ha sentito l’odore di bruciato e l’1:20 l’ora della chiamata al 911. L’alibi del fidanzato viene confermato mentre il cerchio si stringe su Sean, fin dall’inizio il maggio indiziato.
Ulteriori indagini rivelano che Ashley aveva sporto denuncia perché un ragazzo la spiava guardandola dalla finestra. Questo ragazzo, un po’ sbandato si chiama Charlie ed è un vicino di casa che viene trovato in possesso del coltello da cucina sparito da casa Harper e di foto di Ashley sul telefono, ma non del famoso anello di fidanzamento che sembra essere sparito. I sospetti iniziano allora a spostarsi su di lui ma rapide come due fulmini arrivano al commissariato la madre e la ragazza di Charlie che ne richiedono il rilascio perché quella sera, sebbene sul tetto, era troppo impegnato a fare l’amore con la sua ragazza e come prova forniscono il video momento intimo. Charlie diventa allora il testimone chiave che può aiutare la polizia a scoprire chi sia l’assassino. Riportato sul tetto dice chiaramente di aver visto un uomo bianco che buttava qualcosa nella spazzatura (il coltello infatti) ma di non ricordare se tutto ciò fosse prima o dopo aver fatto sesso con la ragazza, Rollins vedendolo confuso tenta un approccio più pacato e gentile che viene interpretato però dall’ingenuo ragazzo come un tentativo di flirt, così alla fine alla fine Charlie riconosce Sean e conferma i sospetti della polizia.
La polizia irrompe a casa di Sean e trova nel tritarifiuti l’anello di Ashley e arresta Sean, ora come sempre la palla passa agli avvocati.

Inizia il processo e il primo a sedere sul banco degli imputati è proprio l’amico di Sean che dice che quest’ultimo dopo aver alzato un po’ troppo il gomito aveva litigato con Ashley perciò era corso a casa sua con l’intento di scusarsi e che solo intorno alle due di notte si era manifestato allo strip club. Poi è la volta della testimonianza di Charlie
ma le circostanze fanno si che la corte e i giurati credano che sia stata Rollins a manipolare il ragazzo e dirgli cosa avrebbe dovuto dire al processo. La difesa allora non si lascia scappare l’opportunità e non solo impugna quest’arma ma ne approfitta per incolpare l’agente  Fin di aver voluto incastrare Sean perché lo aveva già arrestato sedici anni prima. Le cose si mettono male per l’accusa ma manca ormai la testimonianza decisiva; quella di Melanie, ma ormai neppure lei sembra convinta e una volta chiamata al banco degli imputati si rifiuta di testimoniare. Purtroppo tocca a Barba spiegarle che involontariamente ha creato lei stessa l’assassino della figlia, grazie allo sbaglio che ha commesso anni prima Sean si è trasformato nel carnefice che ha assassinato Ashley. Alla fine anche se sconvolta e martoriata nel profondo Melanie crolla e dice di essere ormai sicura di aver sentito la voce di Sean in casa la sera dell’omicidio. Proprio mentre tutti pensano che ormai il processo sia concluso avviene il colpo di scena: L’imputato si dichiara colpevole e accetta altri 15 anni di prigione, Sean si accusa di  qualcosa che stavolta ha veramente commesso, chiede scusa a Melanie e inizia a raccontare che cosa è successo davvero quella sera; quando lui è andato a casa Harper per scusarsi con Ashley, lei gli ha riso in faccia e lui ricordando gli abusi subiti in carcere ha agito d’impulso e ha ucciso l’unica persona che lo considerava un essere umano e non un delinquente.

L’episodio si conclude con l’estremo dolore della signora Harper consapevole che dal suo sbaglio è nato un mostro, lo stupratore del titolo.

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