Il Labirinto: chi troverà l’uscita? | 1×04 WESTWORLD

Siamo arrivati al quarto episodio di Westworld: Dissonance Theory.

Questa serie mi sta piacendo molto soprattutto perché si concentra molto sull’aspetto cognitivo dei personaggi. Questa puntata, fin ora, è quella più rappresentativa secondo me perché ci ha fatto vedere che in realtà i robot non sono solo degli involucri in cui vengono rigettate delle informazioni, bensì degli esseri pensanti a tutti gli effetti e che soprattutto RICORDANO.

Ma partiamo dal titolo dell’episodio.  Siccome fa parte anche di una branca del mio campo di studio, voglio lasciarvi di seguito una piccola spiegazione di questo principio. [Se invece non vi interessa, scrollate verso il prossimo paragrafo!]

La dissonanza cognitiva è un concetto introdotto da Leon Festinger nel 1957 in psicologia sociale, per descrivere la situazione di complessa elaborazione cognitiva in cui credenze, nozioni, opinioni esplicitate contemporaneamente nel soggetto in relazione ad un tema si trovano a contrastare funzionalmente tra loro. Un individuo che attivi due idee o comportamenti che sono tra loro coerenti, si trova in una situazione emotiva soddisfacente (consonanza cognitiva); al contrario, si verrà a trovare in difficoltà discriminatoria ed elaborativa se le due rappresentazioni sono tra loro contrapposte o divergenti. Questa incoerenza produce appunto una dissonanza cognitiva, che l’individuo cerca automaticamente di eliminare o ridurre a causa del marcato disagio psicologico (ad esempio riduzione dell’autostima) che essa comporta; questo può portare all’attivazione di vari processi elaborativi, che permettono di compensare la dissonanza (e ripristinare l’autostima). La più nota versione di dissonanza cognitiva è espressa nella favola di Fedro La volpe e l’uva, nella quale la dissonanza fra il desiderio dell’uva e l’incapacità di arrivarvi, conduce la volpe alla conclusione che “tanto l’uva è acerba”.

Bene, chiusa la parentesi psicologica, continuiamo!

I robot sono sempre più coscienti, e ne abbiamo la prova in diverse occasioni.

Dolores è ovviamente l’esempio più lampante, ma secondo me lei è stata in qualche modo modificata da Bernard, il quale ha qualcosa di molto chiaro in mente. Mi ha un attimo spiazzata quando anche lui ha proposto a Dolores di “trovare il labirinto”. INSOMMA, ce lo volete spiegare anche a noi cos’è questo labirinto e a che serve o no?!
Inoltre, Maeve continua  a vedere gli uomini che entrano dall’esterno nelle tute quando vanno a recuperare i corpi; è quasi come se lei riuscisse a restare sempre cosciente anche quando viene ‘scollegata’.  Ha in qualche modo capito che quelle persone che lei vede entrano nel loro mondo, li “riaggiustano” e poi li fanno ricominciare da dove erano rimasti. E la prova ce l’ha data quando alla fine della puntata estrae la scheggia del proiettile che aveva nel fianco e dice ad Hector che è inutile lottare, tanto il giorno dopo si risveglieranno di nuovo nei loro letti, per ricominciare la stessa identica giornata. 

Per quanto riguarda il Man in Black, a quanto pare conosce anche lui Arnold. E io prenderei questa cosa come una conferma che lui NON è Arnold, grazie a Dio. Spero davvero che si inventeranno qualcosa di più interessante per il suo personaggio, perché altrimenti sarebbe troppo scontato. 

Quindi ricapitolando, sia Dolores che il Man in Black ora sono diretti verso questo ‘labirinto’. 
Ford sta costruendo un nuovo lato del parco, e anche un nuovo filone narrativo. Ma cosa avrà in mente? Lo scopriremo nelle prossime puntate!

Intanto vi lascio il promo della 1×05!

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FlaviaCLBRS

Laureata in Lingue e Letterature Straniere e studentessa di Linguistica e Traduzione, ma per lo più amante di serie TV, libri e cinema. Con una sfrenata passione per il mondo e la cultura nordica!