La forma dell’acqua: recensione del film candidato a 13 Oscar!

Il regista messicano Guillermo del Toro ci regala un’altra dolcissima favola con cui farci sognare: La forma dell’acqua.

Questo film così fiabesco ha già raccolto moltissimi premi, tra cui Leone d’Oro alla Mostra del Cinema di Venezia, miglior regia e miglior colonna sonora ai Golden Globe. Agli Oscar è il film che ha ricevuto più candidature, ben 13, tra cui miglior film, regia e attrice protagonista e non protagonista.

Il tema della bella che si innamora di una bestia incompresa e solitaria non è di certo una novità, ma la regia di del Toro resta sempre una garanzia.

La creatura uomo-pesce è un chiaro riferimento ad un classico targato Universal: Il mostro della laguna nera. Già parecchi anni fa, Guillermo del Toro avrebbe voluto girare un remake di questo classico, ma non ci riuscì a causa del negato consenso della Universal.

La forma dell’acqua ci racconta la storia di Elisa (Sally Hawkins), una ragazza muta che lavora come addetta alle pulizie in un laboratorio governativo. Le sue giornate scorrono tranquille e monotone fino a quando non scopre l’esistenza di una creatura antropomorfa, imprigionata all’interno di una cisterna d’acqua. Inizialmente la creatura sembra diffidente, ma in seguito tra i due si sviluppa una forte amicizia che si trasformerà in amore. Lo sviluppo di questa anticonvenzionale storia d’amore è resa ancora più magica dalle melodie jazz che Elisa utilizza per conquistare la fiducia della creatura.

Elisa, grazie anche all’aiuto del suo vicino di casa (Richard Jenkins) e della sua collega (Octavia Spencer) riuscirà a liberare il suo amato, scatenando l’ira dell’antagonista: il colonnello Strickland (Michael Shannon). Quando poi sarà la vita di Elisa ad essere in pericolo, toccherà alla creatura utilizzare i suoi poteri magici per riportarla in vita.

Come ci si aspetta da una favola, anche qui troviamo un lieto fine in cui i due innamorati vivranno per sempre felici e contenti. Il finale non è altro che un meravigliso trionfo dell’amore sulla paura del diverso.

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Lizzie

Laureata in Mediazione Linguistica e Culturale, fanatica di epoche storiche mai vissute. Il cinema, le serie tv e i libri sono le mie più grandi passioni.