Gunpowder, sangue e violenza nel primo episodio

Il primo episodio di Gunpowder, la tanto attesa “nuova creatura” di Kit Harington è stato trasmesso sabato 21 ottobre su BBC One.

La serie, come già ampiamente anticipato, narra la storia della Congiura delle Polveri (appunto la Gunpowder Plot), che forse a molti suonerà familiare per via del film di gran successo del 2005, V per Vendetta, nel quale viene narrata la stessa vicenda ambientata però in un Regno Unito futuristico e distopico.

La storia narrata in Gunpowder approfondisce meglio cosa portò all’organizzazione della vera Congiura delle Polveri, cosa spinse i complottisti a ordire una congiura a seguito della quale sarebbe dovuto esplodere il Parlamento inglese e che avrebbe dovuto uccidere il re Giacomo I, salito al trono nel Regno Unito dopo la morte di Elisabetta I.

La prima mezz’ora dell’episodio trasmesso sabato scorso, è quella a risultare più cruda e criticata dall’opinione pubblica, ma ci permette di entrare subito nel vivo dell’azione: l’odio e le persecuzioni perpetrate nei confronti dei cattolici, vengono messe in scena nella maniera più crudele e spietata.

In un’epoca in cui i cattolici in Inghilterra erano decisamente mal visti (volendo usare un eufemismo) in casa di Lady Dibdale (Sian Webber) si sta svolgendo una Santa Messa cattolica. È in questo momento che entra in scena l’inquisizione della Chiesa anglicana, rappresentata qui da Sir William Wade (Shaun Dooley) che presta visita a casa Dibdale. Dopo alcuni attimi di suspance, mentre la speranza che forse le cose possano risolversi per il meglio, siamo costretti a ricrederci quando la più anziana Lady Dibdale e il canonico Daniel Smith vengono fatti prigionieri da Wade, personaggio storico realmente esistito che già durante il regno di Elisabetta I si occupava di perseguitare cattolici e gesuiti. A nulla vale il tentativo di Catesby intenzionato a prender il posto della più anziana per salvarle la vita; Lady Dibdale e Smith di lì a poco verranno giustiziati come traditori della corona nella sequenza più criticata dagli spettatori, che all’unanimità hanno lamentato una eccessiva e apparentemente gratuita violenza.

Per quanto riguarda le accuratezze storiche, il personaggio di Lady Dorothy Dibdale (Sian Webber), è stato probabilmente creato basandosi sulla storia della realmente esistita Margaret Clitherow (morta però vent’anni prima del periodo in cui hanno luogo gli eventi della serie) che come il personaggio in Gunpowder fu fatta morire per “schiacciamento” per aver sostenuto il cattolicesimo aiutando ed ospitando preti cattolici in casa sua.

 

Il destino del povero Daniel Smith non è di certo migliore: il ragazzo, responsabile responsabile di essere un prete cattolico viene impiccato, squartato vivo e fatto a pezzi in una scena che lascia davvero poco all’immaginazione.

La violenza, apparentemente gratuita, delle immagini mostrate dovrebbe essere un modo per giustificare una Congiura che altrimenti sarebbe parsa solo come un atto di ribellione contro il sistema come tanti altri orditi nel corso della storia da un ristretto numero di rivoltosi, atti che spesso pochi riscontri trovano nella vita quotidiana della gente comune. Qui la gente comune viene perseguitata e violentemente giustiziata.

Dopo la prima mezz’ora, che devo confessare mi ha fatto quasi pentire di aver cominciato a guardare la serie, per fortuna gli eventi si stabilizzano, scanditi da un ritmo decisamente più family-friendly.

Liv Tyler impeccabile nel ruolo della cugina di Catesby, Ann Vaux, riesce a imporsi per liberare il cugino di prigione. Scopriamo che Robert Catesby ha un figlio, la moglie è morta di parto e il suo odio per il re  e la persecuzione da egli portata avanti nei confronti dei Cattolici che in lui speravano, è il vero motivo per cui comincia a ideare la Congiura. È storicamente attestato che Catesby avesse davvero un animo ribelle (ovviamente) e che credeva che la violenza potesse essere giustificata se messa in atto a favore della giusta causa.

Chi è abituato a vedere Harington nel ruolo del buono e mansueto Jon Snow di Game of Thrones, sicuramente sarà un po’ destabilizzato nel trovarsi davanti un uomo rancoroso e pieno di risentimenti come Catesby, che perde il controllo facilmente e non riesce a prendersi cura del figlio o a provare affetto per lui. Bisognerà fare l’abitudine al nuovo ruolo di Kit, io devo ammettere di essermi trovata a focalizzare maggiormente l’attenzione proprio su di lui, nel tentativo di capire cosa mi convincesse e cosa invece mi lasciasse delle riserve sull’attore, da molti troppo spesso criticato per la poca espressività. Sono arrivata alla conclusione che, al contrario di quanti molti dicono, Harington sa recitare, forse dobbiamo solo imparare a vederlo anche in vesti che non siano quelle del buon Jon e chiaramente il fatto che anche questo personaggio sia cupo e ombroso, non aiuta molto nell’impresa.

 

Liv Tyler è Ann Faux, Edward Holcroft è Thomas Wintour, Kit Harington è Robert Catesby

Nell’episodio troviamo anche Mark Gatiss nelle vesti di Robert Cecil, consigliere di Giacomo I,  che però solo con l’aiuto di un servo particolarmente amato dal re, riesce a convincerlo della minaccia che i cattolici costituiscono per la sua vita.

Tom Cullen invece entra in scena sul finale, vestendo i panni del personaggio più famoso tra tutti quelli apparsi fin ora, il Guy Fawkes di cui più o meno tutti abbiamo sentito parlare in precedenza nei racconti sulla Congiura delle polveri, quello che forse molti pensavano fosse l’originale ideatore della congiura stessa e che sicuramente oggi, nell’ideale comune, ne rappresenta il volto.

 

Concludendo possiamo dire che, essendo una serie storica, che narra una pagina complessa e tragica della storia inglese non è certo strano vedersi proporre una storia ricca di violenza e senz’altro poco romanzata. Non è il period drama che gli amanti di serie più leggere potranno apprezzare ma potrebbe invece essere la giusta scelta per chi ama seguire show che riescono a trovare il giusto compromesso tra realtà storica e finzione, risultando talvolta anche un po’ lento.

La mini-serie è stata prodotta dalla BBC insieme alla Kudos, che già si è occupata in precedenza di Broadchurch e Humans, e sarà composta da tre episodi della durata di 60 minuti ciascuno.
Gli altri due episodi saranno trasmessi su BBC One nei prossimi due sabati alle 21.10 (22.10 orario italiano), ma sono già disponibili sull’iPlayer della rete britannica.

 

Vi ha convinti questo primo episodio di Gunpowder? Continuerete a guardarla?

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Kit Harington ha pianto leggendo il finale di Game of Thrones

 

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Flavia B.

Studentessa con una grande passione per le serie tv, la musica, la letteratura e i viaggi. La mia più grande abilità è procrastinare. La mia migliore amica è l'ansia. I typos il mio nemico giurato.