Il fenomeno spagnolo de “La casa di carta”

La casa di carta, la serie spagnola più chiacchierata degli ultimi tempi è stata rinnovata per una terza stagione!

La serie è composta da 15 episodi di 70-75 minuti nella versione originale spagnola mentre per la versione Netflix è stata divisa in 22 episodi della durata di 40-50 minuti.

Tra gli attori protagonisti troviamo dei volti sicuramente noti a chi conosce le serie spagnole:

Álvaro Morte (Professore) è stato tra i protagonisti della serie Cuore Ribelle dove interpretava un brillante giornalista nella Spagna di fine diciannovesimo secolo. Álvaro ha poi raggiunto la popolarità con la più conosciuta serie Il Segreto dove per 4 anni ha interpretato il ruolo del dottor Lucas Moliner.

Jaime Lorente (Denver) è stato anche lui tra i protagonisti de Il Segreto interpretando il chimico Elias Mato.

Juan Fernández (Colonnello Prieto) ha invece partecipato a Tierra de Lobos dove interpretava uno spietato capofamiglia nella Spagna del diciannovesimo secolo.

La trama della serie ruota intorno ad un gruppo di persone accomunate da un desiderio di riscatto, disposte a mettere in gioco la propria vita. A capo di questo gruppo c’è il Professore, uomo dalla mente geniale che ha passato anni della sua vita ad architettare il piano perfetto per entrare nella Zecca di Stato per stampare i propri soldi.

Per il Professore è di assoluta importanza che l’attacco arrechi il minor danno possibile, sia perchè guidato dalla propria coscienza sia perchè vuole conquistarsi il consenso dell’opinione pubblica. Altrettanto cruciale è che le 8 persone scelte per il colpo non instaurino fra di loro nessuna relazione personale. Per facilitare un maggiore distacco professionale ogni membro ha come nome una città: Tokyo (voce narrante), Rio, Berlino, Nairobi, Mosca, Denver, Helsinki e Oslo.

Per prepararsi al colpo il gruppo si nasconde per 5 mesi in una tenuta nelle campagne di Toledo. Qui si creano vari equilibri e all’insaputa del Professore, Tokyo e Rio iniziano una relazione. Il gruppo riesce ad occupare con successo la Zecca di Stato e nel farlo prende in ostaggio i suoi occupanti. Per far fronte alla situazione viene chiamata l’ispettrice Raquel Murillo, donna molto capace ma con gravi problemi personali.

La casa di carta è stata una vera rivelazione, così apprezzata da ispirare persino una protesta universitaria contro l’aumento delle tasse. Gli studenti hanno indossato le stesse maschere di Salvador Dalí usate nella serie e hanno intonato lo storico inno partigiano “Bella Ciao” che il Professore insegna al gruppo conoscendolo grazie al nonno che aveva lottato al fianco dei partigiani.

Restare immuni al fascino di questa serie tv sembrerebbe quasi impossibile e certamente merita tutte le lodi ricevute.

 

 

Voi l’avete già vista La casa di carta, avete intenzione di farlo a breve o non vi convince?

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Lizzie

Laureata in Mediazione Linguistica e Culturale, fanatica di epoche storiche mai vissute. Il cinema, le serie tv e i libri sono le mie più grandi passioni.