Downsizing: decisamente non all’ALTEZZA!

Due giorni fa sono stata al cinema a vedere Downsizing, il nuovo film co-sceneggiato e diretto da Alexander Payne.

Nel cast troviamo Matt Damon che interpreta il protagonista Paul Safranek, ma anche tanti altri attori conosciuti come Christoph Waltz (Django Unchained, Bastardi senza gloria), James Van Der Beek (Dawson’s Creek), Neil Patrick Harris, Laura Dern (Jurassik Park, Big Little Lies, Star Wars – The Last Jedi) e tanti altri.

Vi lascio una breve trama, il trailer e poi vi dico cosa ne penso io dopo averlo visto (potrebbe contenere spoiler, quindi siete stati avvisati).

Paul e Audrey Safranek si trovano sempre più in difficoltà economica, anche a causa della crisi che ha colpito l’America e tutto il mondo. Il loro futuro si prospetta piuttosto grigio, fino a quando non incontrano alcuni amici di un tempo ad una cena; amici che sono stati rimpiccioliti la metà della metà di quanto fossero precedentemente. Questi raccontano la loro nuova vita da ‘mini’, molto più benestante e serena. Vivono in una cittadina creata su misura, abitata da tutti gli americani che hanno deciso di subire lo stesso intervento; non conoscono criminalità o crisi alcuna e inoltre il loro impatto sull’ecosistema è notevolmente ridotto, dato che i rifiuti che producono sono pochissimi rispetto a quelli di un umano di taglia normale. I Safranek scoprono quindi che nel mondo si è giunti ad una importantissima scoperta scientifica, in grado di rimpicciolire l’essere umano, sia per ridurre i consumi in un mondo che si sta distruggendo poco a poco, sia per poter affrontare con più tranquillità e ricchezza il futuro. I coniugi decidono di sottoporsi all’intervento irreversibile, ma qualcosa va storto.

 

Ad essere sincera, quando ho visto il trailer e dopo aver letto la trama ho pensato che l’idea sembrava molto carina ed interessante, quindi, perché no, un bel film da guardare in un sabato sera al cinema.

Inutile dirvi che nemmeno a metà film, quindi ancor prima dell’intervallo, in sala la metà della gente russava (letteralmente, non sto scherzando).

Il problema fin dall’inizio sono stati i continui luoghi comuni: le persone che non si erano fatte rimpicciolire che iniziavano ad insultare i “mini”, talk show in cui si discuteva se dare o meno gli stessi diritti di voto ai “mini” dato che loro non consumavano e non pagavano le stesse tasse di quelli rimasti “normali”, che ok, ci poteva anche stare come idea, ma è stata gestita malissimo e in modo troppo banale.

Poi l’arrivo in questa mini città, il protagonista che non sa che fare dopo che la moglie lo ha mollato a Lilliput, si ritrova nella favelas formato mini di questa nuova realtà (ma l’idea di questo posto non doveva essere “Nuova vita, soldi a palate per tutti, e vissero tutti felici e contenti”!?). Anche questo, gestito malissimo. Se volevano far passare il messaggio “L’essere umano può fare qualsiasi cosa, evolversi quanto vuole, fare scoperte futuristiche come questa, ma purtroppo ci continueranno ad essere differenziazioni tra la popolazione mondiale e ci sarà sempre chi sta peggio”, invece è stata buttata lì, senza basi o contesto.

Poi il cliché dei cliché: incontra una donna della quale si innamora, dopo che le ha rotto la protesi che aveva al posto del piede. (?)

La fase finale, quando vanno in Norvegia nella prima colonia che è stata miniaturizzata, ma in realtà finiscono a Woodstock. Ne vogliamo parlare?! Una colonia di figli dei fiori, che sono disposti a chiudersi in un buco sotto terra per salvare il mondo e – se sopravviveranno – usciranno di lì dopo 8 mila anni (o 8 milioni, non mi ricordo, arrivata a quel punto iniziavo ad avere colpi di sonno anch’io). Insomma, quando il mondo sarebbe stato di nuovo “vivibile”.

Il protagonista che non sa cosa fare della sua vita, si sente inutile e senza senso e decide di infilarsi nel buco sotto terra insieme ai figli dei fiori.
Ma mentre stanno per chiudere la porta per sigillarla per sempre, lui si gira, e che fa secondo voi? Una cosa proprio inaspettata, scontata proprio PER NIENTE.
Torna indietro. Scappa prima che chiudano la porta per tornare dalla donna di cui a quanto pare è innamorato (LA CONOSCE PRATICAMENTE DA 5 GIORNI).

E ora voi vi chiederete, e quindi? Qual è il punto?

BELLA DOMANDA.

Non lo so, è finito il film praticamente così. Con lui che torna nel paesello mini con la sua nuova fiamma, i figli dei fiori sotterrati per sempre sotto la montagna. E basta.

Ma dov’è la trama? Che ci volevano dire con questo film? Qual è la morale? C’è una morale?! C’è un senso a quello che ho visto?

Sono rimasta molto delusa onestamente, non che mi aspettassi un film da Oscar eh, ci mancherebbe. Però un minimo! (Anche perché pare sia stato selezionato in concorso per la 74ª Mostra internazionale d’arte cinematografica di Venezia, dove è stato anche il film d’apertura.)

Insomma, voi che ne pensate? Sono l’unica che ha avuto queste impressioni così negative? Fatemelo sapere con un commento qui sotto e seguiteci anche sui nostri social FacebookTwitter e Telegram per restare sempre aggiornati sulle ultime news riguardo le vostre serie TV e film preferiti!

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FlaviaCLBRS

Laureata in Lingue e Letterature Straniere e studentessa di Linguistica e Traduzione, ma per lo più amante di serie TV, libri e cinema. Con una sfrenata passione per il mondo e la cultura nordica!