Black Sails: una storia di amore, amicizia e tradimenti.

Black Sails: ne sentivo parlare da diverso tempo, e continuavo sempre a rimandare la visione, ma quando ho deciso di iniziare in meno di 10 giorni ho recuperato tutte e quattro le stagioni.

Ovviamente essendo una sorta di recensione dove vi espongo le mie idee e i miei sentimenti riguardo la serie, può contenere spoiler, quindi se non siete in pari e non volete rovinarvi la visione, non continuate a leggere!

Quando si ha a che fare con la recensione di uno show del genere, almeno per quanto mi riguarda, non so da dove iniziare.

Se qualcuno mi chiede “ti è piaciuto?” è ovvio che la prima risposta è “CERTO CHE SI”. Ma la trovo una risposta oltremodo riduttiva.

Non mi è solo piaciuto, mi ha fatto emozionare, sia nel bene che nel male, mi ha fatto piangere, ridere, contorcere lo stomaco dalla rabbia, mi ha fatto affezionare così tanto ai suoi personaggi che dopo l’ultima puntata volevo quasi entrare nello schermo per abbracciarli tutti e vivere altre avventure insieme a loro.

Proverò ad andare con ordine, e spero di non dilungarmi troppo.

Inizio da Billy.
Nelle prime stagioni non mi dispiaceva, diciamo così. Non mi faceva né caldo né freddo. Col passare del tempo, e con la sua diffidenza verso il capitano Flint che cresceva sempre di più, ho iniziato a non sopportarlo. È diventato subdolo, falso e pronto a qualsiasi cosa pur di eliminare Flint (ennò, non si fa, Billy, Flint nooooon si tocca). Poi quando è subentrato John Silver, e dopo che lo stesso Billy ha creato Long John Silver, ha dato il peggio di se. Prima si è messo contro i suoi fratelli nella tenuta di Underhill, sapendo quali pene avrebbe comportato agli schiavi, e poi addirittura ha collaborato con quel matto del Governatore. No, ma proprio no. Non mi è piaciuto.
Su di lui non ho molto altro da dire, se non che ora avrà parecchio tempo per pensare ai suoi errori su quell’isola deserta!

Altri due personaggi con i quali ho avuto un rapporto di amore/odio sono Eleanor e Max.

Loro le ho sempre viste molto, ma molto simili caratterialmente.
Disposte a tutto pur di proteggere i loro averi, i loro affari. Non hanno guardato in faccia a nessuno, nemmeno alle persone che erano loro più care. Sempre pronte a fare il doppio gioco, a passare dalla parte di coloro che potevano offrire qualcosa di meglio.
Solo verso la fine, entrambe hanno trovato una persona per la quale avrebbero fatto qualsiasi cosa e che non avrebbero mai tradito: Max ha capito che Anne è l’unica con la quale avrebbe voluto effettivamente costruire qualcosa, nonostante il colpo basso che le aveva fatto in combutta con il Governatore riguardo Jack e il tesoro; ed Eleanor ha trovato il Governatore, Wood Rogers, l’uomo che l’ha “liberata” e che alla fine ha deciso di sposare.
Per quanto riguarda Max, non so se crederle, non so fino a che punto realmente lei tenga ad Anne, ho paura che alla prima occasione, potrebbe tradire di nuovo la sua fiducia, non trovo che sia una persona affidabile, per niente.
Mentre Eleanor probabilmente stava davvero cercando di ricominciare una vita lontana da tutto e da tutti, voleva chiudere le persone con il passato e con Nassau, una volta per tutte, e devo ammettere che quando è morta mi è dispiaciuto davvero tanto.

Piccolo inciso per il Governatore, Wood Rogers.

Inizialmente devo essere sincera, non mi aveva dato una cattiva impressione, ma sapevo che c’era qualcosa di oscuro in lui. E infatti quando il suo vero io è venuto fuori, ha distrutto qualsiasi cosa, e ha causato la morte della donna che amava, e che portava in grembo suo figlio.

AH, un’ultima cosa, NON GLI PERDONERÒ MAI IL MODO BARBARO IN CUI HA UCCISO BARBANERA.

Teach, un personaggio fantastico, carismatico, potente, ma quando vedeva il suo “figlio” prediletto, Vane, si scioglieva. Bellissimo personaggio, morte che mi ha lasciato l’amaro in bocca. Meritava di meglio.

Visto che li abbiamo nominati, voglio parlare di Anne Bonny e Jack Rackham.

La meravigliosa coppia/non-coppia, il loro amore profondo, puro e sincero l’ho percepito sin dall’inizio. Sono due personaggi stupendi e veri. Jack disposto a tutto per il suo oro, ma comunque non ha mai perso il suo onore, non ha mai tradito i suoi fratelli, e non ha mai tradito Anne.
Anne Bonny è un piccolo pasticcino assassino, so che può sembrare assurdo agli occhi di molti, ma l’ho trovata di una dolcezza e purezza infinita. Ok, quando combatteva era spietata e di certo non vorresti trovarti nei panni di un suo potenziale avversario, ma sotto l’aspetto umano, è adorabile, uno dei personaggi più belli della serie.

Charles Vane. Quanto ho adorato questo personaggio, troppo.

L’attore è stato magistrale, la caratterizzazione sublime. È stata molto emozionante la scena in cui Barbanera stava combattendo contro Flint, e lui è intervenuto per salvare quest’ultimo. Posso solo immaginare come si è sentito, dev’essere stato tremendo tradire un “padre” per la seconda volta, allo stesso modo. Però Vane e Flint insieme erano una forza, è stato molto bello vedere due giganti come loro insieme, collaborare, per rendere la loro casa un posto libero.
Anche la sua morte mi ha colpito parecchio, un sacco di morti in realtà mi hanno colpito. Proprio perché erano inaspettate, sembravano talmente assurde che non avrei mai pensato succedessero davvero. Anche questo è il bello di questa serie, l’inaspettato, non c’è nulla di scontato.

John Silver, o meglio, Long John Silver.

Un nome, una leggenda a quanto pare.
Bene, questo personaggio è quello che più mi ha dato filo da torcere, e tutt’ora sono davvero troppo combattuta a riguardo. Già il modo in cui si è presentato, proprio nella prima puntata, ha dato vita al suo personaggio sulla base di una bugia. Va bene, voi direte, pur di salvarsi la pelle, una persona farebbe qualsiasi cosa. Ok, però io già da lì l’avevo preso in antipatia. Col passare del tempo, non riuscivo a capire se si stesse effettivamente affezionando a Flint, o se invece stava tramando qualcos’altro contro di lui per salvarsi la pelle, di nuovo.
Diciamo che solo nell’ultima stagione ho iniziato a rivalutarlo leggermente, sono riuscita a vederlo sotto una luce un po’ diversa, non lo odiavo, ma non lo amavo. Il modo in cui ha reagito quando credeva che Madi fosse morta, poi scoprire che era ancora viva e il voler fare di tutto pur di riaverla, tutte cose che fondamentalmente avrebbe fatto anche Flint e che in parte ha fatto, dopo la morte di Miranda, per vendetta.
Posso dire di aver REALMENTE apprezzato John, per aver dato la possibilità al mio amato Flint di riabbracciare Thomas.

E arriviamo a LUI, l’unico, il solo, l’inimitabile: il Capitano Flint aka James McGraw.

Una delle storie più belle che io abbia mai visto. Avrei così tante cose da dire, eppure mi sembra di non avere le parole giuste per descrivere come mi sento o cosa mi ha trasmesso la sua vicenda. Non mi soffermo nemmeno sulla bravura dell’attore, perché mi sembra talmente scontato, che potrei quasi sminuire la sua bravura non usando le giuste parole (e comunque, DEGNO figlio di Maggie Smith).

Prima di essere il Capitano Flint, era James McGraw ex tenente di vascello della Royal Navy caduto in disgrazia respinto dal servizio e in esilio dall’Inghilterra per avere intrecciato un triangolo amoroso con Lord Thomas Hamilton, il figlio di Lord Alfred Hamilton, signore titolare delle Isole Bahama, e sua moglie Miranda Barlow. E possiamo dire che tutto ha avuto inizio da qui.

James e Miranda credevano che Thomas fosse stato rinchiuso in un manicomio, per la relazione che aveva intrapreso con James, ed erano convinti che fosse morto lì, da solo, abbandonato da tutti. Questa cosa ha portato James alla follia, lo ha portato a creare il suo alter-ego, Flint, un uomo distrutto dal dolore, dalla rabbia, dalla vendetta. Gli avevano portato via l’uomo della sua vita, avevano distrutto il loro amore e lui non si dava pace, qualcuno doveva pagare.


Dopo la morte di Miranda, ha ricevuto il colpo di grazia, iniziando una guerra che sarebbe stata la sua fine.
Ma, come dicevamo prima, John Silver è riuscito a rintracciare Thomas, ha scoperto che c’era questa tenuta in cui le famiglia mandavano i figli dei quali volevano far perdere traccia alla società, una volta entrati lì dentro non sarebbero mai più usciti, ma si sarebbero presi cura di loro.
E Thomas era proprio lì, ed è lì che anche James è stato mandato, per distruggere la maschera di Flint che aveva portato troppo a lungo e per risvegliarsi da quell’incubo durato troppo tempo e che lo avrebbe portato inevitabilmente alla sua fine.


Il momento in cui James ha visto Thomas è stato troppo emozionante, avevo la pelle d’oca. Gli si leggeva in faccia la felicità immensa, l’incredulità e la pace che aveva finalmente ritrovato nel suo unico vero amore.
Si potrebbe parlare ore di Flint, di James, di James e Thomas, delle sue avventure di quello che ha fatto per ritornare da lui, ma voglio lasciarvi una frase che mi ha colpito particolarmente, per chiudere questa sorta di recensione-sfogo, e per riflettere su queste parole.

“They paint the world full of shadows and then tell their children to stay close to the light. Their light. Their reasons, their judgments. Because in the darkness, there be dragons. But it isn’t true. We can prove that it isn’t true. In the dark, there is discovery, there is possibility, there is freedom.”

[“Dicono che il mondo sia pieno di ombre e poi dicono ai loro figli di stare vicino alla luce. La loro luce. Le loro ragioni, i loro giudizi. Perché nel buio, ci sono i draghi. Ma non è così. Possiamo provare che non è così. Nel buio, c’è la scoperta, c’è la possibilità, c’è la libertà.”]

 

Scusate per il papiro, ma ci sarebbe davvero da parlare ore su questa serie. Per oggi mi fermo qui, ma fatemi sapere anche voi cosa ne pensate, se siete d’accordo con me o meno! Lasciate un commento qui sotto, o sui nostri social  Twitter e Facebook!

Io ora vado a rannicchiarmi in un angolo e piangere, fin quando riuscirò a convincermi del fatto che è finita, e che devo farmene una ragione.
Io tendo ad affezionarmi molto ai personaggi delle serie tv che amo, e con loro sono andata anche oltre, vorrei quasi entrare nello schermo, abbracciarli tutti, parlare con loro, stare con loro.
Mi mancheranno, e probabilmente la riguarderò molto, ma molto presto!

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FlaviaCLBRS

Laureata in Lingue e Letterature Straniere e studentessa di Linguistica e Traduzione, ma per lo più amante di serie TV, libri e cinema. Con una sfrenata passione per il mondo e la cultura nordica!